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La pesca a fondo in acqua dolce è la tecnica di pesca più semplice che esista e praticata sin dall’antichità. Consiste nella mera azione di mettere un piombo al finale
della lenza, affinché l’amo coperto dall’esca se ne resti adagiato sul fondale in attesa che qualche pesce (come: carpa, tinca, barbo, cavedano, pesce gatto, anguilla, ecc…) grufolando sul fondale alla ricerca di cibo, rimanga allamato. Le dimensioni del piombo, delle lenze e degli ami, variano a seconda del tipo di acqua in cui si decide pescare e a seconda del tipo di pesce. Se si pesca in acque lente di fiumi o laghi si possono usare anche grammature più leggere (15-20-30g), o piombi più grandi per i correntoni (50-60-80g). Il diametro dei monofili e dei finali, varia a seconda delle dimensioni e della combattività del pesce che s’intende insidiare (di solito per le carpe è consigliabile avere in bobina uno 0,35-0,40 e un finale in dacron da almeno 10 libre). Ami piccoli (per esempio del 14-16), saranno ideali per pesci come cavedani o barbi, mentre ami di diametro più ampio (ad esempio un 4 o un 6), andranno bene per le carpe. Le esche da fondo possono essere molteplici: mais, lombrico, bigattino, formaggio, polenta, amarena, pastarello (preparato ad arte dal pescatore), ecc… La canna da pesca (di solito telescopica) deve avere un’ottima azione di punta con un cimino sensibile alle toccate, ma non eccessivamente morbido, perché deve essere comunque in grado di fronteggiare la combattività di pesci anche di discreta taglia. Il mulinello, consigliabile di medie dimensioni, deve avere una buona portata di lenza in bobina. Una volta lanciata l’esca, la canna viene adagiata su un’apposita forcella piantata a terra e vicina al pescatore in attesa, che deve essere sempre pronto ad intervenire in caso di abboccata. Fino a non molti anni fa tanti pescatori si servivano dell’ausilio di un campanellino che agganciavano alla punta della canna e li metteva nell’avviso, suonando non appena il pesce abboccava. Oggi con l’avvento della moderna tecnologia di pesca il vecchio campanellino è stato quasi completamente sostituito da avvisatori elettronici inseriti nella forcella.

A seguito dell’introduzione anche in Italia di tecniche più selettive ed evolute del vecchio fondo, come il Carpfishing e il Ledgering, la pesca a fondo classica ha iniziato a subire un inesorabile lento declino, con una diminuzione costante di suoi praticanti. In molte riviste di pesca sportiva non se ne parla quasi più ed anche nei siti di pesca internet sembra essere scomparsa. Tuttavia esistono ancora molti strenui sostenitori di questa tecnica di pesca che seppur classica rimane sempre profondamente affascinante.

La pesca a fondo può essere praticata ovunque, anche se vengono preferite le zone di fiume con acque lente o ferme, i laghi o le lanche. Si possono insidiare con questa tecnica praticamente tutti i pesci d'acqua dolce, a eccezione dei predatori quali lucci e pesci trota. Le prede più ambite dagli specialisti di questa tecnica sono l'anguilla, la bottatrice, il pesce gatto, la tinca e la carpa.
Delle canne e di altre attrezzature per questo genere di pesca abbiamo già detto. Sottolineiamo il ruolo del mulinello, che deve poter ospitare una buona scorta di filo robusto. Determinante la frizione, che deve poter essere regolata con attenzione giacché le prede saranno spesso voluminose e tenaci.
Troviamo in vendita montature già complete di ami o ancorette, piombi e filo adeguato. Comunque, teniamo presente che nella pesca a fondo in acqua corrente il piombo va messo alla fine della lenza; e sarà a forma di saponetta, bloccato nella parte inferiore da una girella.
In acqua lenta o ferma è preferibile invece utilizzare un piombo (olivetta) scorrevole, attraverso il quale il filo scivoli via liberamente: questo fa sì che il pesce quando abbocca non percepisca la resistenza del filo.
Se sappiamo che il fondo è ricco di ostacoli, possiamo ricorrere a una montatura particolare: fisseremo l'amo prima del piombo, a una trentina di centimetri. Il piombo si posa sul fondo e l'amo, che sta più in alto, evita di impigliarsi.
Importante nella pesca a fondo, come abbiamo già avuto modo di capire trattando di esche, è la pasturazione, che andrebbe addirittura effettuata giorni prima.

ACCESSORI:

1 canna da fondo robusta (se pensate di andare a carpe, vi consiglio una canna per il carp fishing). Se non riuscite a trovarne, chiedete una canna da surf casting leggero, per mulinello a bobina fissa (e' una tecnica derivata, quelle che indico lanciano sui 100 gr al massimo). Come potenza di lancio, per iniziare (partite da pesci piccoli con attrezzature sovradimensionate, eviterete di fare danni e farvi male!!!) vi consiglio qualcosa che tiri al massimo tra 60 e 90 gr (se ne trovano di buone a 30 e). Gli anelli in sic e il carbonio sono 2 vantaggi, ma per iniziare potete anche restare su materiali meno costosi. Telescopica o in 2-3 pezzi? Vedete voi, una 2 pezzi ha un'azione migliore, ma anche un ingombro notevole; se avete problemi di trasporto, meglio una telescopica.

1 mulinello: non e' importante che sia veloce o abbia tanti cuscinetti, ma che sia grossetto (per tenere abbastanza filo) e affidabile, sarebbero grossi problemi se si bloccasse durante il combattimento con un grosso pesce! Tornando all'esempio precedente, ne consiglierei uno che tiene 200 m di 0.35 o 0.40. Puo' essere utile il baitrunner (e' un dispositivo formato da 1 frizione supplementare, che lascia libera la bobina durante la partenza del pesce e permette una ferrata rapida in queste condizioni).

Filo: per iniziare, meglio un buon nylon (anche perche' le canne economiche spesso non hanno gli anelli sic per cui le trecce non si possono usare). Considerato che spesso avremo a che fare con pesci di buona taglia, e siamo in mezzo a ostacoli di ogni tipo, conviene farsi pochi problemi morali. Come minimo usiamo uno 0.35, consiglio uno 0.40. Prodotti consigliati, Berkley Trilene Big Game (ottimo per tutte le tecniche impegnative), Zebco Topic Carpa (resistenza all'abrasione incredibile e ottima affidabilita'), Take Extreme (ottima resistenza a trazione). Per i terminali, o un nylon di diametro e tenuta inferiore, oppure dacron da 12 lbs.

Accessori: ami robusti dal 4 al 2, con qualche 2/0 montato su kevlar o acciaio (se andate a lucci), piombi (con la canna presa come riferimento, tra 40 e 80 gr), girelle con moschettone robuste, sferette salvanodo in gomma (da mettere tra il piombo e il nodo della girella). Come al solito, slamatore, forbice, guadino e uno straccio. Data la dimensione dei pesci, consiglio vivamente l'uso di un materassino per slamatura tipo quelli da carpfishing: sono ottimi e ci consentiranno di trattare bene le nostre catture prima del rilascio. A proposito, qui rinnovo l'invito presente su molte pagine: tutto quello che non mangiate, rilasciatelo. Soprattutto specie ormai rare come la tinca e il luccio, ma anche carpe, o carassi e siluri, anche se per questi ultimi sarebbe proibito. Non ha senso uccidere per divertirsi, anzi.

Come segnalatori d'abboccata, se non vogliamo guardare il cimino, ci sono i classici campanelli, il tappo segnalatore (presente in questo sito) o i moderni avvisatori elettronici. Possono servirci i piantoni per posizionare la canna, oppure i piu' moderni (e costosi) rod pod. Per l'attesa puo' essere utile una sedia.

Se invece avete solo dei persici reali, qualche trota sul kg al max, pescegatti, piccoli bass, carassi e pesci al massimo da 2 kg allora vi consiglio di ridimensionare il tutto, la canna basta con potenza di lancio max di 40-50 gr, il mulinello basta che tenga 150 m di 0.25 o 0.30, il filo a scelta tra questi 2 diametri, terminali o 0.20 o 0.25, oppure in dacron da 6lbs.

TECNICA:

Montiamo la nostra canna, inneschiamo l'esca (ottimi il mais, il lombrico, il pesce vivo o i pezzi di pesce, anche di sarda, a seconda di cosa cerchiamo) e lanciamo. Mettiamo la canna ferma, o sul pod o sui piantoni, e dopo qualche secondo che si stabilizzi mettiamo il filo in tensione. Inseriamo il nostro segnalatore d'abboccata (se e' il campanello sul cimino va messo prima del lancio, fissandolo bene per evitare che voli in acqua durante il lancio).

A questo punto aspettiamo l'abboccata, quando vediamo il cimino piegarsi e saltellare, oppure il nostro segnalatore che suona, si muove, ecc ferriamo e iniziamo a recuperare il pesce. In questa fase e' molto importante fare attenzione perche' spesso si tratta di pesci di taglia media o piccola, ma ogni tanto si attaccano pesci di tutto rispetto. Quando e' vicino a riva state attenti, perche' e' il momento in cui e' piu' facile rompere il filo. Tenete la frizione un po' aperta in modo da non perdere il pesce se dovesse ripartire, e quando e' stanco fatelo entrare nel guadino. Se e' di buona taglia non tentate di sollevare il guadino come un badile, ma tiratelo verso di voi come se fosse una corda, tenendolo verticale.

A questo punto appoggiate il pesce sul materassino e slamatelo. Se volete fotografatelo, poi rimettetelo in acqua con delicatezza e lasciatelo tornare a casa.




 

 


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