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La pesca a spinning

 

La pesca a spinning è secondo me una tra le più complicate e la sconsiglio ai principianti non per il modo in cui si costruisce la montatura, ma per il modo in cui si deve pescare.
All' inizio sembra facile ma non lo è affatto: si deve lanciare e recuperare con moderata velocita, questo punto che vi ho spiegato è semplice, il bello arriva quando il vostro artificiale non nuota bene e quindi dovrete dare vari colpi mentre recuperate, non è molto facile anche la scelta dell' esca(questa dipende dal luogo in cui volete pescare ed il predatore che volete insidiare).
L' atrezzatura con cui dovete pescare non è molta infatti servono solo: una canna corta e flessibile(per lanciare in piccoli spazi), un mulinello leggero e piccolo per poter lanciare in spazi ristretti, per il filo sta a voi la scelta(se tentate di catturare dei Lucci è fortemente consigliato un cavetto d' acciaio come terminale), poi va montata una girella a moschettone(essa servirà per far nuotare meglio il vostro artificiale)poi si attaca l' esca, qui a voi la scelta (il colore può influire sui pesci che abboccheranno per esempi al Luccio piaciono gli artificiali rossi).
Le esche sono di vario tipo, forma e colore adesso ne elencherò i principali: i cucchiaini(inventati da pescatori milanesi)sono normali artificiali rotanti (si possono costruire anche artigianalmente) questi possiedono una o più palette, le quali mentre si recupera il filo girano e danno apparenza di un pesce che nuota, gli spinner bait sono artificiali con una o più palette molto grossi per insidiare predatori di grossa taglia (Sandre, Lucci, Persici Trota), poi gli ondulanti: sono artificiali in genere molto pesanti e per sfruttarli al meglio bisogna dare vari colpetti durante il recupero(questi artificiali sono utilizzati soprattutto per la cattura di Lucci e Siluri), ci sono anche i "minnow" oppure rapala (chiamati anche con questo secondo nome perchè il suo inventore fu lo statiunitense Lauri Rapala) questi sono imitazioni di piccoli pesci (Arborelle, piccoli Cavedani, Gobbioni, Rane, ecc.)e mentre si recupera questi minnow sembrano pesci in difficoltà e suscitano l' attenzione dei predatori, ci sono anche artificiali in silicone montati con ami (questi non necessitano di un moschettone).
Le prede che questa tecnica consente di catturare sono molte e in genere predatori come: Trote, Salmerini, Salmoni(nei torrenti di montagna), Cavedani, Lucci, Siluri, Aspio, Persici Trota, Sandre, ma in rarissimi casi può capitare di prendere altri pesci non predatori.

Foto di varie esche:
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Le esche siliconiche:
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successivamente va inserito un amo che trapassa questa essca
Ecco la foto di qualche rapala:
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Spinning nei laghi di montagna
 

Se voi chiedeste ad un bambino di disegnarvi un lago ove pescare le trote, senza dubbio, lui disegnerebbe un lago turchino, circondato da montagne, piene di verdi foreste di pini.
Questo, infatti, è il luogo principe che, nell’immaginario collettivo, viene collegato alla pesca alla trota. Ed è proprio vero, questi laghi sono ideali per la ricerca dei salmonidi ma, nel contempo, rappresentano, a mio avviso, le condizioni ambientali quasi più difficili per praticare questo tipo di pesca. Sovente sono laghi estesi, con sponde che degradano velocemente verso il fondo, profondi e con acque trasparenti e cristalline, con poche zone che siano facilmente “leggibili” dai pescatori e, così, pur nel loro splendore, costituiscono un vero problema. In essI le trote ci sono di certo, a volte di stazza notevole, ma dove sono, dove preferiscono sostare in caccia? In pedalò con la famiglia, ci capita occasionalmente di vederle in ogni luogo del lago, a volte anche nel mezzo mentre si spostano come fossero pesci pelagici di mare. Ma dove vanno? Bene, parlando di questo argomento, non mi reputo in grado di offrirvi alcuna certezza ma solo il frutto di mie esperienze passate. Prima di tutto, quando si affrontano questi laghi, magari per la prima volta, bisogna essere consapevoli che, in essi, la pesca richiede molto impegno e pazienza e, oltre a ciò, è spesso parca di risultati. Non bisogna, perciò, demoralizzarsi subito alle prime uscite infruttuose e rendersi conto che, in questi luoghi, il piacere della pesca (e di una eventuale bella cattura) è tanto maggiore quanto più grandi sono le difficoltà. Ma dove sono le trote? Quando si mettono in caccia? Quali sono i momenti e i posti migliori? Tante domande che cercherò di affrontare con ordine, dividendo l’anno in due, mesi caldi e masi freddi.
Prima di tutto bisogna osservare e analizzare con calma, a canna chiusa, il lago. Spesso ci sono dei piccoli, anche piccolissimi, immissari ed emissari. A volte, certi tratti delle sponde sono popolati da fitte conifere che allungano i rami fin sopra l’acqua originando zone d’ombra. Non sono, poi, rare le cascatelle da disgelo e le frane rocciose sprofondanti in acqua. Spesso ci capita di incontrare dei piccoli, anche piccolissimi, “golfetti”, delle rientranze lungo tratti di sponda relativamente uniformi. In certi laghi, per nostra fortuna, infine, tratti di sponda degradano molto lentamente verso il fondo, originando dei bagnasciuga ghiaiosi. Ecco, cari amici, questi sono già posti potenzialmente buoni.
MESI CALDI
Bisogna considerare che i salmonidi hanno bisogno di due condizioni essenziali per vivere al meglio: acque fresche e ossigenate e cibo quanto basta. D’estate gli strati superficiali dell’acqua sono caldi e, di conseguenza, le trote stazionano, di regola, più sotto, anche vari metri sotto il pelo dell’acqua. Di giorno prediligono sostare nelle zone d’ombra e al riparo presso le eventuali piccole insenature delle sponde. Le ore migliori per pescarle sono quelle del primo mattino, dall’alba sino circa le dieci e, nel pomeriggio, dalle 18 circa al buio pesto. In queste ore il sole è meno forte e l’umidità dell’aria è maggiore. Gli insetti, con le ali appesantite dall’umidità, volano bassi sul pelo dell’acqua e, spesso, vi cadono dentro. Il novellame presente si raggruppa per cibarsene e, sovente, vicino ci sono trote in caccia. Presso gli immissari e ove ci sono emissari l’acqua è più mossa e sono presenti in soluzione sostanze nutrienti derivanti dall’erosione di sponda. Anche in queste zone le trote trovano facilmente del cibo e, inoltre, l’ossigenazione maggiore dell’acqua ne incrementa l’attività. Altro momento buono è durante le piogge moderate e uniformi. L’azione di sbattimento provocata dalla pioggia, e il conseguente rimescolio, ossigenano l’acqua di superficie, la rinfrescano inducendo, così, i salmonidi a salire di livello. Ottime zone sono, inoltre, i ghiaieti degradanti lentamente. D’estate, di sera, sovente il novellame si concentra in questi posti inseguito, sino quasi a riva, da trote in caccia. Ciò detto, come dicevo, resta il fatto che facendo spinning ai salmonidi bisogna avere pazienza e costanza. Bisogna tentare in posti e a profondità diverse poiché, in laghi di questo tipo, solo raramente accade di pescare a vista. In questi posti e nei mesi caldi una-due trote al dì possono essere già un successo.

MESI FREDDI
Nei periodi freddi dell’anno il discorso cambia drasticamente. I salmonidi salgono di livello e si avvicinano alle rive. Tutte le ore del giorno possono essere positive e, inoltre, in questi mesi, le trote tendono a raggrupparsi in branchi di più individui. Le solite zone topiche contano meno, i salmonidi si spostano spesso in ogni zona d’acqua, specialmente dove c’è novellame.

CANNA DA SPINNING
Contrariamente all’usanza di tanti che adoperano canne lunghe cm 210-240, io penso che in questi luoghi, a seconda delle diverse morfologie di sponda, sarebbero utili sia canne lunghe cm 180 sia altre lunghe cm 300. L’ideale, perciò, a mio avviso, è una teleregolabile da 180 a 300 cm.
La misura minima consente l’utilizzo nelle zone infrascate mentre quella massima può essere, all’occorrenza, molto utile. In primo luogo, visto il maggiore braccio di leva, consente lanci più lunghi. Permette, inoltre, un corretto recupero dell’artificiale e dell’eventuale preda allamata quando si pesca da zone sopraelevate o in presenza di ostacoli di sponda. Per ultimo ho personalmente trovato utili canne da tre metri volendo utilizzare e lanciare complessi: piombo aggiuntivo-finale di 60-80 cm-artificiale galleggiante. Pescando in questo modo è chiaro che il lancio risulta sovente spurio, con piombo-finale-minnow a roteare in aria, sempre obbligati a stoppare ogni lancio per depositare in acqua il complesso in linea. Io, a volte, utilizzo questa “strana” metodica (di derivazione trainistica) per poter far giungere velocemente il minnow a profondità elevate e per farvelo “lavorare” il più a lungo possibile. Ma perché usare un minnow galleggiante? Quando il piombo si posa sul fondo, l’artificiale vibra e ondeggia a 50-60 cm dallo stesso, perfettamente visibile da parte degli eventuali predatori in zona. Ciò è utilissimo nei frequenti momenti di sosta nel recupero, con l’esca ferma. Anche in fase di recupero attivo, la presenza del piombo aggiuntivo consente di “tenere il fondo” correndo minori rischi d’incaglio.

MULINELLO
Pescando in questi laghi io uso mulinelli relativamente grossi, del 3000. Vista la stazza media delle prede allamate, questa opzione non è motivata dalla necessità di una maggiore potenza a disposizione. Il fatto è che questi mulinelli hanno bobine coniche di diametro elevato. Quando queste vengono riempite a regola d’arte, sino a 2-3 mm dal bordo, in fase di lancio la bava esce con maggiore facilità e i lanci, di conseguenza, sono più lunghi. Il poter lanciare più lontano è utilissimo quando si vogliono sondare zone distanti dalle rive, specialmente in presenza di mangianze a galla. La frizione deve essere graduale e perfettamente modulabile dal momento che si utilizzano lenze relativamente sottili e che l’incontro con una “signora” lacustre è sempre possibile.

LA LENZA
Vista la trasparenza dell’acqua, a mio avviso, la lenza madre ideale è del 0.25 alla quale, poi, vanno aggiunti 8-10 metri di bava del 0.20-0.22.

ARTIFICIALI
Esche ideali sono i minnow sino a lunghezze di 10-13 cm. , i cucchiaini con misure sino al 4, gli ondulanti affusolati tipo i toby della abu.

Spero, cari amici, che queste mie poche note possano esservi utili. Per molti di voi, più esperti, saranno di certo cose scontate ma bisogna pensare che ci sono anche tanti ragazzi alle prime armi.
Ho cercato, di proposito, di usare un linguaggio semplice e chiaro, schematizzando l’argomento quanto più possibile. Non penso, infine, che sia utile un discorso maggiormente tecnico e specialistico. Intanto è bene che i neofiti apprendano le nozioni di base, principalmente quelle relative le condizioni ambientali migliori.

 



Pescare a Spinning

La pesca a spinning è una tecnica basata sull’utilizzo di esche artificiali.

Negli ultimi anni questa tecnica si sta diffondendo per la sua sportività e dinamicità specialmente nelle nuove generazioni di pescatori. Tra tutte le tecniche di pesca si può considerare sicuramente una tra le più dinamiche.

Si puo praticare ovunque. Al Mare, al lago al fiume su torrenti e ruscelli. Principalmente prevede l’uso di esche artificiali create ad hoc per insidiare pesci predatori.

L’esca si manovra a seconda di ciò che si attacca in fondo alla lenza e l’ablità stà proprio li. Cercare di riprodurre il movimento di una preda in difficoltà: “l’essenza” dello spinning.

Ma ora cerchiamo di capire le caratteristiche principali delle esche utilizzate.

 

L’esca artificiale può essere “rotante” (cioè costituita da una paletta metallica che ruota attorno al suo asse) e “ondulante” (la parola stessa definisce il movimento creato dalla idrodinamicità data all’esca)

Esca rotante: L’asse attorno a cui ruota la paletta, è appesantito da piccoli pesi di piombo, di forma pressoché sferoidale, ilesche rotanti cui diverso peso incide, tra l’altro, sulla profondità che potrà raggiungere l’esca nell’acqua e sulla distanza che potrà essere raggiunta con il lancio.

Esca ondulante: In quello ondulante invece la pala metallica (generalmente una) non ruota sul proprio asse, ma oscilla solamente in due direzioni provocando un movimento ondulatorio che genera vibrazioni e in qualche modo riproduce il movimento meccanico che viene prodotto dalla coda di un pesce (ovvero la preda).

Con questi metodi, si tende alla cattura di pesci predatori attratti principalmente dal movimento dell’esca e dalla sua vibrazione.

I Materiali più usati:Spinner Byte

Metallo: Esso viene impiegato per la costruzione di cucchiaini (rotanti e ondulanti), Spinner bite, palette, assi e strutture interne ed esterne di moltissime altre esche. I metalli piu diffusi sono l’acciaio inox, il rame e il nichel, ma nulla vieta l’uso di altri metalli o leghe.

Balsa: Un’altro materiale molto diffuso per la costruzione di esche artificiali per lo Spinning è l’uso della Balsa.
Da questo albero diffuso principalmente nell’America tropicale se ne ricava il legno più leggero, più stabile e meno soggetto alle deformazioni che si conosca. Un legno poroso; la sua fibra è fragilissima, spugnosa ed omogenea. Si lavora con strumenti affilati ed è difficile da intagliare con la tradizionale sega poichè si scheggia facilmente.

Esca artificiale in legno (balsa)Ecco perchè la maggior parte delle riproduzioni di pesciolini vengono realizzati con questo materiale. Generalmente con due ancorette, una nella parte caudale e l’altra nella parte pettorale, con una paletta in plastica o metallo sotto il mento, la quale serve per far muovere l’artificiale trainato in maniera discontinua ed irregolare, come se fosse un pesciolino vero..

Anche utilizzando le esche in balsa bisogna cercare di simulare al meglio una preda che scappa o che si trova in difficoltà. L’abilità di un buon pescatore a spinning sta nel manovrare al meglio l’esca in modo da attirare dapprima l’attenzione di un pesce predatore e poi di trarlo in inganno.

Gomma: (siliconica) Sicuramente, la gomma siliconica è un’altro materiale che non possiamo assolutamente tralasciare.

Le gomme siliconiche sono masse polimeriche formulate che con l’aggiunta di opportuno catalizzatore o agente di vulcanizzazione possono essere vulcanizzate sia ad alta temperatura che a temperatura ambiente per ottenere oggetti di forma definita, con tutte le caratteristiche di una gomma. Esse sono chiamate HTV (High Temperature Vulcanizing) se vulcanizzano ad alta temperatura, ed RTV (Room Temperature Vulcanizing) se vulcanizzano a temperatura ambiente.

Sono invece chiamate LSR Liquid Silicone Rubber le gomme siliconiche cosiddette liquide che sono particolarmente adatte,Vermoni per la loro bassa viscosità, ad essere iniettate in uno stampo e sono in genere costituite da due componenti da miscelare al momento della trasformazione. Il tempo di vulcanizzazione di questi prodotti varia in funzione del tipo di catalizzatore o di agente di vulcanizzazione e della temperatura di processo. (tratto dalla wikipedia italiana).

Vermoni in gommaEcco perchè questo materiale si è diffuso in maniera profonda ed efficace anche in questo settore. Difatti grazie alla sua altissima plasmabilità si è dimostrato perfetto nella riproduzione di veri e propri stampi di pesci, insetti, anellidi (vermi) e altre moltitudini di forme.

Plastica: citiamo infine anche la plastica, ma molto genericamente. Sono molti i materiali derivanti dalla plastica. Sono usati molto per la costruzione di pesci o dettagli di altre esche artificiali. Inutile dire che dall’avvento della balsa e delle gomme siliconiche, questo materiale non è più usato come una volta.

Luoghi di pesca

La pesca a spinning si può effettuare non solo nelle acque interne (fiumi, torrenti, canali, laghi, etc.) ma anche in mare (soprattutto in prossimità di scogliere e foci di fiumi).

La pesca a spinning nelle acque interne tende alla cattura, tra gli altri, di trote, cavedani, lucci, Persico trota,persico reale e luccio-perca.

La pesca a spinning in mare può consentire la cattura di spigole, pesci serra, tracine, lecce, muggini, barracuda, lampughe, ricciole, dentici e in generale tutti quei predatori che sono soliti frequentare le nostre acque miti del Mediterraneo.

La pesca a spinning varia, anche in maniera considerevole, in termini di tecnica, di attrezzatura e di esche utilizzabili, in relazione all’ambiente in cui è praticata e al tipo di pesce che si intende catturare. Ad esempio, nella pesca a spinning in torrenti di montagna, dove vive la trota fario, si utilizzano canne non più lunghe di 1,70/1,80 m, monofili molto sottili (non più di 0,18 mm. di diametro) ed esche artificiali molto leggere (rotanti fino a 6 grammi). Invece, la pesca nei grandi laghi per la cattura di lucci o trote lacustri consente l’utilizzo di canne lunghe fino a 2,2/2,4 m, monofili anche dei 0,30/0,35 mm. di diametro e rotanti pesanti fino a 25/30 gr.

Capitolo a parte bisognerebbe dedicare allo spinning in mare. Poiché questa evoluzione della tecnica rivolta alle acque dolci, consente di catturare praticamente tutte le prede che sono proprie della “traina dalla barca”; sia come varietà di specie che come dimensioni. Data la possibilità, soprattutto in periodo estivo, di pescare con questa tecnica, prede di dimensioni considerevoli (anche oltre i 20kg.); l’attrezzatura viene calibrata di conseguenza, si usano infatti canne corte e potenti fino anche a 30 libbre, e fili di conseguenza anche sulla classe delle 50 libbre. Le esche poi vengono scelte tra Jig (praticamente piombi affondanti con dressing), Minnow o pesciolini finti, e popper ovvero esche di superficie.
 


 






























































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