Pesca in Piemonte
Itinerari,tecniche e luoghi
La pesca in Piemonte
I pesci d'acqua dolce
Attrezzature
Gare e raduni
Articoli
Video
Regolamenti
Divieti
Link preferiti
I vostri commenti
La pesca in Piemonte

Il Piemonte e i suoi ambienti di pesca

Una delle regioni più ricche d’acqua d’Italia è senz’altro il Piemonte che , come dice il nome stesso, stando ai piedi delle Alpi ha la possibilità di avere copiose precipitazioni, anche nevose, che ne alimentano i rii che poi si trasformeranno in torrenti e fiumi.
Parecchi sono i laghi sia di origine glaciale, sia morenica.
Spicca su tutti il Lago Maggiore o Verbano ( kmq 216 prof. max 372 mt. ) in coabitazione con la Lombardia; seguono il lago d’ Orta (Kmq 18 prof max 143 m), il lago di Viverone ( kmq 5.78 prof. max 50 mt. ) nel biellese, i due laghi di Avigliana nel torinese, Il lago di Candia ( 1,69 kmq ) e il lago di Mergozzo ( Kmq 1,83 ) nel Verbano che è poi una vecchia parte del lago Maggiore.
Altri piccoli laghi di origine morenica si trovano vicino alla città eporediese di Ivrea (TO) e sono i laghi Sirio, Cascinette, Nero.
Molteplici sono i laghi di collina o situati direttamente in montagna formati da sbarramenti su torrenti per scopi idroelettrici come il bacino di Ceresole reale nel torinese, le dighe di Mongrando, Collobiano e Masserano nel biellese, il lago dei Cavalli nel verbano.
Centinaia i piccoli laghi alpini molti dei quali raggiungibili solo a piedi.

Se di acqua ferma c’è né tanta anche per quella corrente si può dire lo stesso.
Come dimenticare che il Monviso da la nascita al padre dei fiumi Italiani cioè il Po? Come fa un pescatore a non sapere che in Piemonte scorrono imponenti fiumi come il Ticino, il Sesia e il Tanaro? Chi non vorrebbe immergere la sua lenza alla ricerca di qualche bella trota nella Dora Baltea e nel Toce? Fatto sta che oltre a loro vi sarebbe solo l’imbarazzo della scelta nel scegliere dove pescare anche solo nelle acque “minori” come i torrenti Bormida, Maira, Dora Riparia, Vairata, Scrivia, Chiusella, Chisone, Orco, Malone, Elvo, Cervo, Terdoppio, Agogna, Mastellone, Rovasenda, Sessera e tanti altri torrenti e rii naturali ancor più “minori”.

    

Ho detto naturali appositamente visto che regione è solcata da una miriade di canali, canaletti , fossi e risorgive da formare una rete idrica molto complessa e varia dove parecchie volte le acque passano una sopra l’altra o si alimentano a vicenda.
Un caso è la roggia Mora che nasce dal Sesia a Prato Sesia e si immette nel Torrente Agogna alle porte di Novara per poi riuscirne qualche km a valle. Sono tutti a scopo irriguo e servono ad alimentare le campagne e in special modo le risaie novaresi, vercellesi e pavesi.
Il principale di questi canali è il Cavour che costruito in soli 3 anni poco dopo la metà del 1800 ( a piccone e pala!!!) è lungo ben 86 kmq e ha una portata max di 110 m cubi al secondo.
Nasce dal Po a Chivasso e dopo aver ricevuto acqua dal canale De Pretis (Dora Baltea origine) e dal Regina Elena (Ticino-32 mcs) termina la sua corsa in Ticino a Galliate.
Dal Cavour poi deriva a Novara il Quintino Sella (32 m c s).
Dal Ticino a Cameri origina invece il Naviglio Langosco lungo 43 km e dalla Lama Barcellona a Galliate il Naviglio Sforzesco.


Tante sono le roggie (dette balere nel cuneese , astigiano) e fontanili di cui citiamo la Roggia Busca (Km 50) e la Biraga.

    

Ma cosa si prende in tutta questa caterva di acqua? Le possibilità teoriche sono di allamare quasi tutte le specie presenti in Italia e di pescare con ogni tecnica possibile compreso la cavadanera. In pratica sulle acque citate si sono abbattute tutte le calamità possibili (inquinamenti, alluvioni e conseguenti dissesti umani di alvei, siccità, chiuse senza scale di monta, non rispetto del minimo prelievo vitale, pesci alloctoni e “buona grazia di DIO” ultima il tanto famigerato cormorano. Lasciamo perdere la noncuranza da parte delle amministrazioni … ) per cui la pescosità in molte zone è ridotta al lumicino.
Certo che poi la pescosità è un fatto anche esso soggettivo ma chi come me ha visto, se non i tempi d’oro, almeno quelli d’argento risulta penosa la situazione odierna.

     

Vi è da dire che in Piemonte esistono molteplici diritti esclusivi di pesca o similari per cui tante acque sono gestite da associazioni nazionali come la FIPSAS o meglio dalle sezioni provinciali di essa e da grosse associazioni provinciali come l’ APD NO (www.apd.no.it), l’Unione pescatori Valsesia e anche locali come la ASP Trecate, La SPD Galliate, Pescatori di Carmagnola, AP Cameri ecc. che fa si che le acque vengano ripopolate e magari fatte opera di recupero pesce quando i canali vengono posti in asciutta.

Comunque prima di recarsi a pescare in Piemonte è sempre bene informarsi da chi è gestito il tratto in questione dato che sono veramente molti i tratti dove oltre alla normale licenza ci vuole un altro permesso. La stessa FIPSAS sezione di NO ha tratti ove al normale versamento occorre un ulteriore versamento (vedasi ad es. Ticino a Cameri e Sesia a Romagnano)).
Il Ticino è un susseguirsi di riserve ( FIPSAS, APD NO, Galliate, Trecate e via andare… ma li siamo già in Lombardia), Il Sesia alto è della SP Valsesia e poi nel tratto mediano e inferiore della FIPSAS, i canali novaresi dell’APD NO, Il Po a Carmagnola della locale associazione.

Vi sono anche zone turistiche a pagamento specialmente per le trote come l’Orco a Fornolosa di Locana. Molte di queste acque le vedremo successivamente in articoli specifici dove cercherò di essere il più veritiero possibile e di dare un quadro esatto di ogni singola situazione anche se ciò non è molto facile.
Ritengo infatti che il fare itinerari sia la cosa più difficile per chi scrive di pesca in quanto molto suscettibili di cambiamenti e di valutazioni personali.




Home pageTecniche ed ambienti di pescaPesca alla trotaEsche e pastureItinerariGalleria fotograficaContatti