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I torrenti e i fiumi


I fiumi della nostra penisola nascono a volte ampi e tranquilli direttamente dai grandi laghi. Spesso hanno invece origine come ruscelli e torrenti: acque tumultuose che scavano tra rocce e boschi e scendono dalle montagne. Sono luoghi bellissimi in cui vivono trote, temoli, e altre specie che sostano nelle buche sotto le cascate e in altre più profonde e tranquille. Lì, nelle stagioni della primavera e dell'estate attendono le larve e gli insetti che la corrente trascina; e lì nei mesi freddi frugano a fondo alla ricerca di ciò che vi è depositato. Sono i luoghi in cui andarli a cercare, con tutto il rispetto che la grande natura esige. Nelle pianure i torrenti sono invece generosi di vegetazione sommersa e corrono tra sponde ricche di piante e di alberi. Gli stessi fondali sono meno sassosi, più ricchi di argille e sabbie e ghiaia. Sono ambienti più vari, dove il pesce a una maggior disponibilità di cibo: quello trascinato dalla corrente, ma anche quello che vive nell'acqua, o che cade dalle sponde. Il pescatore deve cercare di capire cosa l'ambiente offre al pesce e ricorrere a esche che si avvicinino il più possibile a quello che la natura mette a disposizione.

Il torrente, il piccolo fiume vanno studiati con attenzione: ci sono periodi dell'anno in cui l'acqua è bassa, e valutando ciò che si rivela ai nostri occhi non è difficile capire dove poi il pesce si tratterrà nei mesi in cui l'acqua tornerà abbondante: terremo nota delle buche, degli avvallamenti, ma anche della posizione di rocce e massi: dietro a essi - tornata la piena -si formeranno zone di calma in cui la trota e altre specie quali il luccio stazioneranno per cibarsi, per riposare. Alberi affondati, piloni di ponti e altri manufatti creano zone di calma a cui il pescasportivo deve rivolgere la sua attenzione.

Punti importanti di pesca sono le confluenze di due corsi d'acqua: fiume e torrente, due fiumi, due rami di un grande fiume - dovunque insomma le acque di diversa provenienza si mescolino. Qui le correnti fanno sedimentare detriti e altro e creano zone improvvisamente più tranquille. I pesci se ne stanno nei punti più calmi e solo ogni tanto si gettano nel pieno della corrente attratti dal cibo che passa. E i predatori quali i lucci stazionano in vigile attesa presso le rive, tra canne e altre piante. Dove un corso d'acqua lento confluisce con uno più veloce si creano spesso movimenti circolari dell'acqua che giorno dopo giorno provocano la formazione di buche profonde in cui si tratterranno in modo particolare di pesci frequentatori dei fondali, quelli da insidiare con le tecniche della pesca a fondo.

Quando anche a valle i corsi d'acqua si fanno impetuosi, i pesci tendono a rifugiarsi nei rami secondari dove la corrente rimane tranquilla - sono periodi in cui è bene pescare proprio in questi ambienti più riparati nei quali la presenza di pesci è momentaneamente ricca.

Un altro ambiente spesso generoso e quello costituito dalle lanche - luoghi frequentatissimi dai pesci che li usano sia per rimanervi stanziali, sia per brevi soste e come riserve di cibo.Qui troveremo dai pesci gatto ai persici, dalle trote alle anguille, dai triotti ai lucci, alle alborelle.

I piccoli canali o le prese per l'irrigazione sono sempre da provare, perché rappresentano oasi tranquille in cui il pesce ripara spesso e volentieri. In pianura, dove la corrente va ampia e pacifica, e i fondali ghiaiosi si alternano e convivono con la vegetazione sommersa e con i canneti, molte specie di ciprinidi trovano un habitat idoneo alle loro abitudini. Lungo il canali per l'irrigazione, specie quelli che da anni non vengono più utilizzati e che sono dunque divenuti ambienti naturali, troviamo ricche presenze di anguille, carpe, tinche, scardole, triotti e altre specie.

Tutte le dighe col tempo formano in genere ambienti ideali per la pesca, tant'è che sovente sono zone di riserva, protette da particolari norme anche a natura locale. I cartelli sempre ben in vista ci spiegheranno la situazione e i negozi di pesca della zona potranno fornirci eventuali licenze anche temporanee.

In Italia non mancano i canali che partendo dai grandi fiumi rendono possibile il traffico fluviale a mezzi di barche, barconi e chiatte. Proprio questo continuo passaggio mantiene torbide le acque che pertanto sono particolarmente abitate da anguille e pesci gatto - assai meno da altre specie.

Le acque ferme


La presenza di pesci nei diversi ambienti acquatici - e il modo per pescarli - è sempre legato all'alimentazione. È intorno al bisogno del pesce di mangiare che il pescatore elabora la sua tecnica. Pertanto, il pesce che frequenta corsi d'acqua ha abitudini assai diverso da quello, magari della stessa specie, che vive invece in stagni, laghetti e nei grandi laghi. Che uno specchio d'acqua sia profondo oppure no, cristallino o torbido, piccolo o amplissimo, il discorso non cambia molto. In esso c'è comunque il nutrimento - che il pesce trova anzi tutto nel e sul fondo - costituito da residui vegetali ed altri materiali di tipo organico, il tutto è composto dai microrganismi di cibo per le piccole creature dell'acqua, a loro volta cibo per altre più grosse e cosi via lungo tutta la catena alimentare. I piccoli crostacei trovano nutrimento nei primi strati del fondo mentre in quelli sottostanti vivono vermi larve di insetti acquatici. Sono animaletti importanti per il nutrimento di molti pesci detti di fondo, quali carpe e tinche che mangiano ficcando la testa nel fango e localizzando il cibo con i barbigli. Sono soliti aspirare grandi quantità di sedimento per poi trattenere gli elementi commestibili: in questo modo creano "nuvole" di fango nell'acqua, grazie alle quali il pescatore può individuare i punti in cui stanno grufolando. Inoltre, quando i pesci di fondo cercano il cibo muovendo il fango liberano bolle di gas naturale - ecco allora che nei momenti di maggiore attività, all'alba al tramonto, parecchie bollicine salgono alla superficie e segnalano che li ci sono pesci in attività. Anche il luccio che scatta dal nascondiglio per afferrare la preda sconvolge il fango e libera i gas, provocando la comparsa di bollicine.

Gli specchi d'acqua più piccoli si suddividono in due categorie: quelli ad acqua chiara picchi di vegetazione sommersa, e quelli con acque torbide o opache la cui vegetazione è costituita più che altro da canne e carici. Gli stagni non molto profondi tendono ad avere acqua più calda, che favorisce la rapida crescita degli organismi che li abitano. Una grande varietà di piante acquatiche contribuisce a mantenere l'acqua trasparente e favorisce la presenza di piante galleggianti che offrono riparo e ombra ai pesci si tratta dunque di ambienti in cui cercare lucci, persici e boccaloni.

Anche le rive ricche di vegetazione richiamano il pesce - i rami che si proiettano sull'acqua danno riparo dal sole, e lasciano cadere insetti nonché frutti quali le bacche, "pasturando" la zona. Sott'acqua, radici e rami si coprono di alghe attirando molluschi e larve.

Quando ci diamo come luogo di pesca un lago grande, sarebbe studiarne prima le caratteristiche per individuare gli ambienti che mette a nostra disposizione: i diversi tipi di fondale, e sì che, le scarpate, le profondità. Lungo le sponde dei grandi laghi ricercheremo i punti contro i quali soffia il vento - lì in superficie si concentra il plancton e gli avannotti sono attirati dall'abbondanza di cibo, e a loro volta alcuni piccoli predatori che richiameranno quali il maggior scatta quali in un cibo alunni. In questo modo una vasta superficie che magari il giorno prima sembrava riserve di pesce può, grande lezione del vento, trasformarsi in campo di pesca rispetto non. Un sistema per individuare il mondo ci sono buone concentrazioni di pesce consiste nell'osservare gabbiani, aironi e simili, che raramente perdono di Mr. branchi di quelli che sono loro prossime prende.

Oggi vi sono pescatori che nei laghi cercano in profondità trote e simili ricorrendo addirittura a marchingegni quali gli ecoscandagli. Come dire il pescasportivo impara di più a leggere il monitor che non fondali, acque e il vento. C'è di mezzo il progresso della tecnica non bisogna esattamente sottovalutarne l'importanza. La pesca sportiva non dovrebbe però perdere mai la sua fondamentale poesia, che sta anche nell'offrire a chi la pratica la possibilità di immergersi nei più diversi ambienti naturali: per pescare, è ovvio, ma anche per imparare di nuovo esserne parte.






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