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La pesca alla trota mi ha da sempre affascinato, è uno dei pesci che prediligo e che in tutti i modi cerco di salvaguardare.
Lo studio e l’esperienza delle molte pescate alla regina, mi hanno dato spunti e
suggerimenti per adattare il mio modo di insidiarla a seconda del suo modo di cacciare a seconda delle situazioni.

Questa di cui voglio parlare non è una tecnica che ho inventato io, ma un modo di pescare la trota che mi è venuto naturale nel momento del bisogno, momento in cui guardandola cacciare pensi: “si, dovrei proprio mettere l’esca a pelo d’acqua e far credere alla trota che questa larva sia libera di andare”.

Sfruttando i principi di alcune tecniche basilari della pesca alla trota come: la pesca a mosca, alla passata ed al tocco, proverò a descrivervi ciò che in alcuni ambienti e condizioni porta ottime catture.

Questo modo di pescare sfrutta la furbizia della trota che attacca i minuscoli insetti (e non solo) che trova a pelo d’acqua con attacchi mirati e veloci.
Proprio da questo mi è venuto naturale usare delle esche che la trota potrebbe trovare in natura come le camole, un filo abbastanza sottile che non la faccia insospettire ed una azione di pesca che possa far sembrare il tutto il più naturale possibile.
Lanciando in prossimità delle cacciate questa esca appetitosa e libera di muoversi senza pesi ne zavorre, la trota la vede come un facile bersaglio e non se lo lascia sfuggire, lo vede, lo rincorre o lo aspetta e lo attacca senza timore.

"L’abilità capire la zona di pesca e l’abilità esplorativa del pescatore in questo caso sono fondamentali, dove vediamo delle bollate, dei salti o delle cacciate… quello è il nostro obiettivo, quello il nostro punto di pesca"

Avendo spiegato come funziona, cerchiamo di capire cosa ci serve per provare questa nuova tecnica di pesca:

L’attrezzatura: per facilitare il lancio di una camola e di un segnafilo che insieme peseranno al max 2 grammi o meno, è consigliata una canna bolognese da 4-5 Mt, un mulinello con lenza madre del 18 che abbia una buona scorrevolezza, un segnafilo tipo pesca al tocco, il terminale 70-80 cm del 12, un amo del 5-6 dorato, a seconda della grandezza dell’amo innescheremo 1 o 2 camole (preferita la larva singola).

La montatura: applicheremo il segnafilo sulla lenza madre, legando con un nodo doppio la lenza madre al finale di circa 70-80 cm sul quale monteremo il nostro amo ed innescheremo la larva. Consiglio di innescare la larva dal dietro al davanti facendo uscire il dietro oltre la paletta dell’amo, lasciando la testa della camola fuoriuscire dall’ardiglione che rimarrà scoperto.
Una variante può essere un frutto di una pianta in riva alla zona di pesca o una mosca artificiale.

L’azione di pesca: molto semplice ma allo stesso modo fondamentale, si lancia o si lascia andar via con la corrente la nostra esca fermandola in prossimità delle cacciate, la zona sarà quella, si aziona l’esca lasciandola andare e la si recupera di circa 1 metro, si devono effettuare delle trattenute in modo che la trota la veda e ne sia attratta.
Non è una regola, ma tra il trattenere ed il rilasciare proviamo a rimare fermi almeno 30 secondi.
È consigliato tenere il filo in mano (come per la pesca al tocco) per sentire la mangiata della trota, non fidiamoci solo del segnafilo…che non è un galleggiante, ma ci dice solo dov’è la nostra esca.
La mangiata della trota può essere secca oppure prolungata con veloci e a volte (se non abbiamo il filo ben in tiro) molto fioche tiratine che sentiremo sui nostri pollice ed indice che tengono il filo, la mangiata dipende anche da che trota ci stà attaccando. Questo è il momento di ferrare!
Un segreto: avere il filo in tensione così da sentire la mangiata ed avere una ferrata pronta.
Una nota, se lasceremo mangiare troppo la trota inesorabilmente ingoierà la camola ed il rilascio sarà messo in pericolo.

Dove possiamo usare questa tecnica di pesca alla trota: torrenti ampi e fiumi con una velocità medio lenta, si deve far attenzione alla presenza di mangiate a galla e di bollate, la presenza di moscerini e zanzare a pelo d’acqua può aiutarci molto, la stagione calda aiuta di sicuro.

Con questa tecnica possiamo insidiare anche cavedani e altri pesci che mangiano a galla.






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